28 aprile 2017

Potestà impositiva dell’Italia sul reditto del frontaliere solo se residente in Comune distante più di 20 km dal confine

Una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate (la n. 38/E del 28 marzo scorso) ha chiarito il regime fiscale a cui sono sottoposti i frontalieri in relazione alla residenza. La circolare, dopo aver richiamato tutte la normativa in vigore, ricorda come la qualifica di frontaliere in Svizzera “è da riconoscersi ai lavoratori residenti in un Comune il cui territorio sia compreso, in tutto o in parte, nella fascia di 20 km dal confine con uno dei Cantoni del Ticino, dei Grigioni e del Vallese“. Ne consegue – prosegue la circolare – “che solo qualora il comune italiano di residenza del lavoratore frontaliero disti più di 20 km dal confine con i tre Cantoni svizzeri” trova applicazione l’art. 15 della convenzione contro le doppie imposizioni stipulata dall’Italia con la Confederazione Elvetica. In questo caso l’Italia esercita la propria potestà impositiva sui redditi di lavoro dipendente prodotti in Svizzera (applicando una franchigia di 7.500 euro prevista per i redditi di lavoro dipendente prestato all’estero in zone di frontiera). Viene inoltre riconosciuto il credito per le imposte pagate all’estero. Tale credito sarà riconosciuto con la riduzione dell’imposta estera, in misura corrispondente al reddito prodotto all’estero che ha concorso alla formazione del redidto complessivo.

Risoluzione+n.+38_E+del+28+marzo+2017-1





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