12 febbraio 2016

FRONTALIERI: Approvata mozione in Parlamento

Con 323 voti favorevoli, 117 astenuti (Movimento 5 Stelle) e 15 contrari (Lega Nord), l’Aula della Camera ha approvato questa mattina la mozione di maggioranza a prima firmadell’on. Enrico Borghi, presentata dal Partito Democratico in favore dei circa 62 mila lavoratori frontalieri, alla luce del recente accordo sottoscritto, non ancora firmato dalle due parti e ratificato, con la Confederazione Elvetica , alla presenza del viceministro all’economia e alle finanze Luigi Casero, che intervenendo a nome del governo ha assunto una serie di impegni formali sulla base della mozione di fiducia maggioranza.
“Un impegno che dimostra, ancora una volta, – commenta l’onorevole Borghi – come Parlamento e Governo abbiano cura e attenzione per i territori di confine e, in particolare, per le condizioni dei frontalieri italiani, riconoscendo il loro valore lavorativo, sociale ed economico sia per l’Italia che per la Svizzera”.
“Diverse sono le questioni contenute nel provvedimento approvato e opportunamente riprese dal viceministro Casero, il quale non ha mancato di sottolineare in maniera chiara e completa la volontà del Governo di farsi carico di individuare interventi per fronteggiare le diverse e complesse problematiche di coloro che vivono in Italia e lavorano in Svizzera”.
“Che il nuovo sistema in via di definizione con l’accordo italo-svizzero e la successiva legge di ratifica non penalizzi i lavoratori frontalieri; che si provveda ad assicurare anche per il futuro ai Comuni di frontiera i trasferimenti compensativi, gli attuali ristorni, in misura almeno pari a quella derivante dal sistema previsto dall’accordo del 1974; che l’eventuale extra gettito in Italia derivante dal nuovo sistema di fiscalità venga destinato allo sviluppo infrastrutturale, alla tutela ambientale ed al sostegno all’integrazione economica, sociale e formativa delle aree di confine; che si introduca un sistema di tassazione forfettario a regime analogo al 5% applicato in occasione della voluntary disclosure, per il c.d. secondo pilastro e per tutte le prestazioni previdenziali sia dei frontalieri attivi che per coloro che sono o andranno in pensione; che si fissino per i lavoratori modalità e tempistiche graduali, diluite e sostenibili per l’armonizzazione fiscale tra cittadini italiani frontalieri compresi entro e fuori la fascia dei 20 km, prevedendo anche l’estensione della franchigia, in termini di permanente agevolazione irpef, anche ai lavoratori presenti all’interno dei limite dei 20 Km; che si richieda un chiarimento formale in merito alle decisioni discriminatorie assunte in questi anni dal Canton Ticino, subordinando l’entrata in vigore del nuovo accordo tra Italia e Svizzera, all’assenza di ogni forma penalizzante e lesiva nei confronti dei cittadini italiani occupati o occupabili e delle aziende italiane interessate al mercato elvetico; che vengano rispettate le norme in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali degli artigiani italiani; che si avvii il percorso per la realizzazione dello “statuto del frontaliere” come parte integrante del futuro accordo; che venga con urgenza ribadita l’universalità del sistema sanitario nazionale, e quindi del diritto dei frontalieri ad accedervi senza alcun particolare onere o adempimento burocratico; sono tutte richieste – specificano Guerra e Braga, entrando nel dettaglio dei dispositivi adottati – che hanno trovato un ampio accoglimento e l’intesa del Governo”.
“All’interno di questa mozione, il Partito Democratico ha posto quattro indirizzi di fondo che con soddisfazione prendiamo atto sono stati favorevolmente recepiti dalle altre forze di maggioranza, condivisi dal Governo e approvati dalla Camera: libertà di circolazione delle persone, libertà di intrapresa, garanzia per i diritti dei lavoratori frontalieri e attenzione ai territori di confine. Per questi motivi – conclude Borghi – ritengo che la direzione tracciata dall’approvazione di questa nostra mozione definisca impegni precisi per il Governo e una risposta molto importante data per i lavoratori frontalieri, le aziende italiane che operano in Svizzera, i nostri territori di confine”.





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